Creatività e organizzazione personale

Quando la vita picchia duro: organizzazione e resilienza
30/06/2017
Organizzare le idee
14/07/2017

Che cosa c’entra la creatività con l’organizzazione personale? Come può quella facoltà magica e misteriosa governata dal genio, dall’ispirazione e da illuminazioni improvvise avere a che fare con liste, progetti, routine e altri strumenti che in genere si utilizzano per attività assai più prosaiche e razionali?

È quel che vedremo in questo post e nei prossimi: il mese di luglio, sul blog di Una cosa alla volta, è dedicato al tema della creatività.

Vi ricordo che, se il blog vi piace e volete ricevere tutti i post via mail, potete iscrivervi usando il modulo in fondo alla pagina a destra.

Che cos’è la creatività?

La creatività è stata molto studiata e analizzata, soprattutto dalla filosofia e dalla psicologia ma anche da molte persone “creative” che hanno cercato di capire e gestire meglio la principale risorsa del loro lavoro. Cercando di sintetizzare le varie definizioni in cui mi sono imbattuta durante il mio percorso accademico e professionale, sono arrivata alla conclusione che la creatività sia essenzialmente questo: la capacità di individuare relazioni tra oggetti e concetti apparentemente lontani. È da questa capacità che dipendono, a mio avviso, le altre che comunemente associamo all’essere creativi:

  • la capacità di trovare soluzioni impreviste, mai immaginate prima;

  • la capacità di far esistere ciò che non c’era;

  • la capacità di creare opere d’arte.

Il mito del caos creativo

Abbiamo avuto tutti, credo, l’esperienza di un’illuminazione improvvisa che permette di risolvere con semplicità un problema complicato e apparentemente insolubile – il colpo di genio, insomma. E, se ripensiamo con attenzione a queste piccole ma significative esplosioni di creatività nella vita di tutti i giorni, ci rendiamo conto che, dopo il colpo di genio, probabilmente abbiamo dovuto adottare una modalità più prosaica e razionale per mettere in pratica l’idea in questione. E che in questo tipo di situazione il caos e il disordine assoluti non sono affatto d’aiuto. Spesso, forse, in qualche modo ci siamo organizzati per mettere a frutto il colpo di genio.

Del resto, se guardiamo al modo di lavorare degli artisti che riescono nella loro arte, scopriamo che non sono guidati soltanto dal genio – dall’intuizione, dall’inconscio, dal pensiero laterale o divergente o comunque vogliate chiamarlo. Quasi sempre dietro c’è anche un metodo, una routine o una qualche forma di organizzazione personale – anche semplicemente sotto forma di gestione ottimale del proprio tempo e delle proprie energie.

Se volete saperne di più, potete leggere per esempio le raccolte di interviste a scrittori e scrittrici della Paris Review o spulciare il sito Brainpickings.

Talento o tecnica?

Un altro mito che avvolge il mistero della creatività è quello per cui le persone creative hanno un dono naturale, un talento innato, che è l’unica e fondamentale fonte della loro creatività. E che la tecnica, la conoscenza del “mestiere” e delle sue regole, serve a poco o nulla senza questa dote rispetto alla quale siamo completamente impotenti: o ce l’abbiamo o non ce l’abbiamo, fine del discorso.

Anche qui, la realtà delle cose e gli studi sulla creatività dimostrano che non è proprio così: almeno in parte, il talento può essere coltivato, migliorato, coccolato e fatto crescere.

Come? Certo non mettendosi seduti a contemplare la sublime bellezza della natura o ricercando alterazioni dello stato di coscienza in attesa che arrivi l’ispirazione. Come disse un tipino abbastanza creativo come Thomas Alva Edison (quello che ha inventato la lampadina elettrica, a sua volta divenuta simbolo del colpo di genio grazie all’Archimede disneyano), “il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% sudore”.

In altre parole ci vuole pratica, e parecchia.

Da un lato, la pratica – anche apparentemente senza scopo come quella suggerita per esempio da Natalie Goldberg in Scrivere zen – favorisce lo stato mentale in cui di solito si affacciano le illuminazioni e i colpi di genio.

Dall’altro, quando è focalizzata su un singolo problema, la pratica è l’unica strada attraverso la quale si diventa esperti in una data disciplina (dalla scrittura al tennis, dal violino alla scultura): è la cosiddetta pratica deliberata, quella forma di allenamento che trasforma persone mediamente talentuose in geni, campioni e maestri.

Organizzare la creatività

Anche la pratica, come la gestione dei colpi di genio, richiede un minimo di organizzazione personale. Anzi, a rifletterci bene, l’organizzazione è importante sia nella fase preparatoria delle attività creative, sia in quella della loro realizzazione concreta: in altre parole, per sviluppare i nostri talenti, diventare esperti nelle discipline che amiamo e creare davvero – che si tratti di cucina o di pittura, di scrittura o di creazione di gioielli – prima o poi avremo bisogno di organizzarci.

Nei prossimi post, vedremo insieme come l’organizzazione personale possa aiutarci a:

  • generare e organizzare le idee;

  • ideare e gestire gli spazi creativi;

  • individuare e rispettare il tempo della creatività.

E voi? La vostra vita creativa fila liscia o c’è qualche ostacolo organizzativo? Avete voglia di raccontare qualcosa nei commenti?

4 Comments

  1. Aura Serena Granafei ha detto:

    Certamente. Grazie del post e della decisione di dedicare alla creatività il mese di luglio. Nella mia vita quello che hai descritto si é fatto “carne”, purtroppo in negativo. La mia tendenza a procrastinare e a considerare il mio talento un “dono del cielo” che c’é, semplicemente c’é, mi ha fatto evitare di fare un lavoro serio come descrivi tu sia in Università (nonostante la laurea in architettura con lode), sia nella costruzione del lavoro. Risultato? Lavoro in una banca😁
    Ma forse ora una svolta inizia a delinearsi, grazie ad incontri decisivi che mi stanno aiutando a prendere coscienza di quello che scrivi.
    Il seguito alla prossima puntata😉

    • Cristina ha detto:

      Ciao Aura Serena, complimenti per il bel nome e grazie per il racconto della tua esperienza. È da un po’ che mi arrovello sulla procrastinazione, ma devo dirti che secondo me è un tema per certi aspetti sopravvalutato. Ho iniziato a pensarla così dopo aver letto un libro interessante e leggero, nonostante la serietà dell’argomento e dell’autore. Si tratta di La nobile arte del cazzeggio (titolo originale The art of procrastination) di John Perry, professore emerito di filosofia alla Stanford University. Se hai tempo e voglia leggilo: aiuta i procrastinatori a liberarsi dai sensi di colpa e a vedersi sotto un’altra luce, è ironico e intelligente, e ci fa pensare a cosa davvero facciamo quando procrastiniamo. Spero di risentirti presto!

  2. Alessandra ha detto:

    Ciao Cristina, innanzitutto ti faccio i complimenti per questo sito che ho trovato per caso navigando come ogni mattina alla ricerca di nuove ispirazioni e letture artistiche; è meraviglioso!!! Riguardo la mia vita… in un momento molto difficile, dove avevo perso tutto ciò a cui tenevo e avevo gravi problemi personali, ho trovato la via della salvezza dedicandomi a fare disegni di “sfogo” mediante l’uso del computer… ho scoperto cosi l’esistenza della digital art. Ogni santissimo giorno per 4 anni consecutivi, il mio miglior amico e confidente di emozioni, è stato il mio computer. Da qui è nata poi a Novembre del mese scorso, l’idea di aprire una partita iva come creativa digitale e di creare un sito internet tutto mio. Attualmente ho collaborato con uno stilista per realizzare dei disegni stampati poi su alcuni dei suoi capi sartoriali creando così una mini capsule collection. Avendo studiato moda e costume, è stato per me motivo di grande orgoglio personale. Piano piano spero di poter riuscire ad evolvere sempre di più, ad allargare il giro e a capire sopratutto come poter gestire meglio la mia vulcanica creatività. Grazie del sito, degli articoli, dei consigli. Continuerò sicuramente a leggerti. Un grande saluto.

    • Cristina ha detto:

      Ciao Alessandra, grazie mille per i complimenti e soprattutto per il tuo racconto: è bellissimo sapere che da una cosa nata come sfogo si è sviluppata un’attività artistica e professionale appassionante. Il potere della creatività è anche questo: che se le permettiamo di guidarci è capace di accompagnarci in luoghi impensati, assai migliori di quelli che avevamo immaginato. L’importante è darle spazio e tempo (per questo conviene organizzarsi), il resto viene da sé. A presto,
      e complimenti per il sito!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *