Liberare lo spazio

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Lo spazio è una risorsa limitata

Che si tratti della casa o dell’ufficio, di un armadio o di una cantina, c’è poco da fare: gli spazi che abbiamo a disposizione sono quelli, e non possiamo espanderli a piacimento.

Lo sappiamo benissimo, ma spesso ci comportiamo come se non fosse così, lasciando entrare nei nostri spazi tante di quelle cose che, alla fine, il disordine e la confusione regnano sovrani. Il risultato è che i gesti e le attività di tutti i giorni diventano scomodi e difficoltosi: scrivanie su cui non si può lavorare, cucine in cui preparare la cena diventa uno sport acrobatico, cantine di cui nemmeno un archeologo riuscirebbe a decifrare la stratificazione.

Gli spazi sovraffollati sono anche fonte di sprechi enormi: tempo buttato per cercare oggetti che sappiamo di avere ma non troviamo, e soldi buttati per ricomprarli. Per non parlare del cibo scaduto perso nella dispensa, delle energie spese per spolverare e pulire cianfrusaglie inutili, del denaro necessario per conservare ciò che possediamo in armadi, librerie, cassettiere, box, case più grandi…

Tutto ciò, ovviamente, suscita anche emozioni negative: il semplice (ma persistente) fastidio di dover fare le contorsioni per raggiungere lo scolapasta, l’ansia provocata da una visita inattesa nel caos che ci circonda, l’irritazione che proviamo tirando fuori dall’armadio una camicia spiegazzata che pure era stata stirata con cura… Insomma, una dose variabile di stress che di certo non fa bene.

Liberarci degli oggetti per liberare lo spazio

In una situazione del genere, mettere in ordine non basta. Anzi, a dire il vero è una fatica del tutto inutile, perché una massa di oggetti in uno spazio che non è sufficiente a contenerli si trasforma comunque, e in tempi piuttosto brevi, in nuovo disordine. A maggior ragione, non è possibile neppure riorganizzare lo spazio tentando di dare agli oggetti una nuova collocazione – perché, semplicemente, una nuova collocazione non ce l’hanno.

La soluzione è una sola: eliminare il clutter.

In inglese, la parola clutter è sia un nome che che un verbo, e significa rispettivamente “riempire di cose sparse o disordinate che impediscono il movimento o riducono l’efficacia; mettere in disordine” e “massa disordinata di oggetti che ingombrano uno spazio”. In italiano si potrebbe tradurre con ingombrare e ingombro, ma sono parole che rendono meno l’idea. Analogamente, il decluttering è la pratica di liberare lo spazio dal clutter che lo ingombra (e, anche qui, sgomberare ha un significato più generico). Il concetto di space clearing è molto simile, ma viene usato soprattutto da chi si rifà al feng shui, la disciplina orientale che insegna la corretta disposizione degli spazi per agevolare il flusso dell’energia (chi).

Il punto, comunque, è che arriva un momento nel quale dobbiamo riconoscere che una parte delle cose che possediamo non è altro che clutter – oggetti inutili, ingombri, cianfrusaglie – e che, se vogliamo riconquistare il nostro spazio, dobbiamo liberarcene.

Decluttering in 4 passaggi

Il clutter, inutile dirlo, si annida ovunque. E l’idea di affrontarlo tutto insieme può spaventare anche la persona più ardimentosa. Perciò vi propongo un piano in 4 passaggi per un decluttering rilassato e dall’effetto duraturo.

1. Definite lo spazio

Armatevi di carta e penna e fate una lista degli spazi che volete liberare: l’armadio, la cantina, una stanza, la dispensa… Se il vostro obiettivo è un decluttering completo della casa, elencate uno per uno i singoli ambienti.

Valutate (per eccesso!) quanto tempo richiederà ogni spazio e, agenda alla mano, pianificate le tappe del lavoro.

Il mio consiglio è di cominciare proprio dallo spazio più problematico: sarà dura, ma quando vedrete i risultati avrete lo slancio per andare avanti.

Se proprio non avete la possibilità di dedicare al decluttering qualche ora di fila, provate un approccio superleggero: un singolo cassetto, l’armadietto dei medicinali, gli utensili da cucina… Anche in questo caso, il risultato che otterrete, per quanto piccolo, vi farà venire voglia di passare a spazi più ampi.

2. Identificate il clutter

Il concetto di clutter, ricordatelo, è abbastanza relativo: in alcune cucine (per esempio la mia, che è molto piccola e non vede grandi prestazioni culinarie) una friggitrice è clutter, mentre in altre è un oggetto di uso frequente. Per identificare il clutter presente nel vostro spazio, esaminate uno per uno gli oggetti che contiene e fatevi queste domande:

  • mi serve? lo uso regolarmente?

  • mi piace? mi diverte? mi mette di buon umore? ha un significato spirituale importante per me?

  • che cosa succederebbe se in questo preciso momento sparisse? ne sentirei la mancanza? lo ricomprerei?

Se la risposta a tutte queste domande è “no”, l’oggetto in questione è chiaramente clutter: potete eliminarlo senza pensarci due volte.

Per aiutarvi a decidere, ecco qualche idea sugli oggetti da eliminare assolutamente (secondo me):

  • oggetti rotti impossibili da riparare e quindi inservibili per chiunque: perché tenete in un cassetto il cellulare che avete sostituito sette anni fa dopo che aveva collassato?

  • oggetti perfettamente funzionanti ma inutili per voi: che ve ne fate di una macchina per fare il pane se vi siete convertiti a una dieta proteica?

  • doppioni, soprattutto di cose ingombranti e/o che si usano raramente: a che vi servono due frullatori?

  • oggetti che evocano brutti ricordi: perché non vi disfate del quadro regalato dall’ex che vi ha deluso tanto, se ogni volta che ci passate davanti il vostro umore peggiora?

  • oggetti privi di utilità pratica che, semplicemente, non vi piacciono (libri, quadri, dvd, pezzi di arredamento che non corrispondono più ai vostri gusti – se mai l’hanno fatto).

3. Decidete e suddividete

Per ogni oggetto che prendete in esame, decidete se tenerlo o eliminarlo; in alcuni casi, forse non riuscirete a decidere velocemente.

Per quanto riguarda gli oggetti da tenere, cercate subito di capire se resteranno dov’erano o se saranno spostati da un’altra parte. In questo caso, può essere utile predisporre una cassetta per gli oggetti “in transito”.

Per quanto riguarda quelli da eliminare, è importante sottolineare che non tutto ciò che esce dai nostri spazi deve finire nella discarica. Anzi: spesso si tratta di oggetti che altre persone potrebbero trovare utili e belli, e che sarebbe uno spreco buttare. Alcuni, poi, possono avere un valore notevole. Quindi abbiamo diverse opzioni:

  • regalare: ad amici e conoscenti (se sappiamo con certezza che ne sarebbero felici); ad associazioni e onlus che distribuiscono a chi ne ha bisogno o rivendono per finanziare le proprie attività; a perfetti sconosciuti tramite Facebook, dove sono presenti gruppi specializzati come “Te lo regalo se vieni a prenderlo”;

  • vendere: attraverso portali di annunci oppure tramite negozi che vendono per conto terzi;

  • buttare: va da sé, ma è importante rispettare i criteri di raccolta differenziata del comune in cui si abita, anche avvalendosi delle isole ecologiche e dei servizi di raccolta dei rifiuti ingombranti.

Predisponete quindi un contenitore per ciascuna categoria, indicate quest’ultima con un’etichetta o una scritta a pennarello e, via via, riempite i contenitori con gli oggetti da eliminare.

Infine, per quelli su cui siete indecisi, il mio consiglio è di non lasciarli dov’erano. Metteteli in un contenitore denominato “in sospeso”, chiudete il contenitore, riponetelo da qualche parte e riapritelo dopo qualche settimana: la decisione verrà da sé.

4. Concludete in bellezza

Una volta terminata l’operazione di decluttering vera e propria, liberatevi velocemente delle cose che avete deciso di eliminare, in modo da godervi a pieno il risultato del vostro lavoro.

Nell’immediato potreste provare un certo senso di spaesamento, ma non durerà molto. Subito dopo, infatti, vi accorgerete delle potenzialità acquistate dai vostri spazi: potranno accogliere nuove attività, nuove passioni e, perché no?, nuovi oggetti: le cose a cui tenete davvero e che fino a poco fa non avevano – letteralmente – spazio.

Poi, pian piano, vi renderete conto che grazie al decluttering state risparmiando tempo, soldi ed energie: niente più ricerche affannose di arnesi introvabili, niente più ansia quando arrivano degli ospiti, meno oggetti da spolverare e da pulire, meno sprechi in generale.

A questo punto, avrete una bella spinta per salvaguardare i vostri spazi e applicare tre regole fondamentali:

  • per ogni oggetto che entra, fatene uscire un altro (preferibilmente equivalente);

  • decidete un posto per ogni cosa, mettete ogni cosa al suo posto;

  • ogni volta che state per comprare qualcosa, chiedetevi se rischia di trasformarsi in clutter.

Che ne dite? Non è ora di cominciare a liberare i vostri spazi con un bel decluttering?

Hai bisogno di aiuto per liberarti del clutter e riorganizzare i tuoi spazi? Scopri come funziona oppure contattami.

4 Comments

  1. Andy ha detto:

    Trovo molto utile questa indicazione:

    ogni volta che state per comprare qualcosa, chiedetevi se rischia di trasformarsi in clutter.

    Un altro punto da affrontare sarebbero i libri a casa. Ma è questione da post autonomo

    • Cristina ha detto:

      Ciao Andy, grazie del commento! Aggiungo che un buon trucco è questo: quando ti viene voglia di comprare qualcosa, non farlo subito ma prendi nota su una lista degli acquisti da fare; poi, a distanza di qualche tempo (da una settimana a un mese a seconda dei casi), torna sulla lista e vedi se desideri ancora quell’oggetto: nella mia esperienza, la maggior parte delle volte la risposta è no. Per quanto riguarda i libri, è vero, sono una faccenda complicata soprattutto perché chi ne ha molti tende a sacralizzarli (ne so qualcosa!), ma anche in questo caso con un po’ di sangue freddo si riesce a snidare un bel po’ di clutter. A presto!

  2. Annalisa ha detto:

    Hai ragione, ottimi suggerimenti.
    Ho fatto pulizia dei giochi di mia figlia ma ho i bustoni in mezzo ai piedi da settimane perchè non ho avuto tempo (voglia?) di portarli all’associazione che a cui normalmente dono giochi e abiti.. E così il risultato è a metà!!

    • Cristina ha detto:

      Ciao Annalisa, grazie!
      Capisco, quello che racconti succede spesso anche alle persone più motivate… Per accelerare la pratica, prova ad appiccicare alla porta di casa un bel post-it (magari con gli orari dell’associazione) e a caricare i bustoni nel portabagagli della macchina. Dovrebbe magicamente smuoversi qualcosa 😉

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