L’organizzazione degli spazi creativi

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L’impatto dello spazio sulle attività creative

Eccoci al terzo post di luglio, mese dedicato a creatività e organizzazione personale. La scorsa settimana vi ho proposto alcune dritte su come organizzare le idee, mentre la prossima vedremo come allearci con il tempo per portare avanti i nostri progetti creativi.

Oggi invece vorrei affrontare la questione degli spazi dedicati alle attività creative, gli ambienti – grandi o piccoli, a volte angolini ricavati in una stanza o in un garage – in cui dipingiamo, cuciamo, scriviamo, ci dedichiamo al fai da te o facciamo qualunque altra cosa esprima la nostra creatività, per hobby o per lavoro.

Gli spazi possono avere un forte impatto sulle attività che vi si svolgono, come sa chiunque abbia tentato di dipingere con poca luce, scrivere in presenza di rumori molesti o dedicarsi al fai da te senza un piano di lavoro adeguato. Perciò, nella scelta di uno spazio da dedicare alle attività creative, dovremmo da un lato considerare l’insieme delle sue caratteristiche oggettive e, dall’altro, riflettere su come ottimizzarlo per mezzo di un’organizzazione adeguata.

L’ampiezza, l’illuminazione, i rumori, la qualità dell’aria, la temperatura di un ambiente sono le principali caratteristiche oggettive che contribuiscono a rendere più o meno piacevole e funzionale uno spazio, a plasmarne l’atmosfera generale.

Il fatto è che non sempre possiamo scegliere gli spazi in base ai nostri desideri più sfrenati: grandi ambienti pieni di luce, caldi d’inverno e freschi d’estate, ampie finestre su panorami mozzafiato, librerie e scaffalature in grado di accogliere tutti gli oggetti di cui potremmo avere bisogno, pareti e mobili in cui conservare le nostre opere in attesa di mostre o mercati…

Lo spazio, si sa, costa, soprattutto nelle grandi città. Il che significa che la maggior parte di noi, per le proprie attività creative, non può permettersi altro che una stanzetta, una cantina o un angolo di casa eroicamente strappato ad altre funzioni.

In questi casi l’organizzazione è evidentemente cruciale. Ma è altrettanto vero che anche lo spazio più ampio e luminoso può essere rovinato da una cattiva organizzazione: errata disposizione delle luci, arredamento scomodo e tendenza all’accumulo sono i problemi che spesso affliggono studi e atelier che sulla carta sono perfetti.

Perciò i consigli che seguono si rivolgono sia alle persone fortunate che dispongono di metri quadri, aria e luce naturale in abbondanza, sia a chi invece deve arrangiarsi con risorse limitate ma non vuole rinunciare a uno spazio consacrato ai suoi colloqui con la Musa.

Spazio e concentrazione

Che sia un locale su strada, un garage, una stanza, un loft, oppure una scrivania, un armadio con ribaltina, una parete o semplicemente un computer, lo spazio che abbiamo a disposizione deve permetterci di lavorare con calma e senza stress. Naturalmente ognuno ha il suo spazio creativo ideale: dipende dal carattere, dal tipo di attività, dalla frequenza con cui si utilizza, ecc. In ogni caso, per favorire il più possibile le attività creative uno spazio dovrebbe avere alcune caratteristiche di base.

La prima è quasi ovvia: lo spazio creativo ideale dovrebbe favorire la concentrazione, ovvero aiutarci a evitare distrazioni e interruzioni che ci distoglierebbero da ciò che vogliamo fare facendoci perdere il filo o, nella peggiore delle ipotesi, convincendoci che non è aria o facendoci passare la voglia.

Internet e telefono, insieme alle interruzioni delle eventuali persone con cui si condividono gli spazi, riescono a deconcentrare più o meno chiunque. I suoni, invece, non hanno tutti lo stesso impatto, e non tutte le persone reagiscono allo stesso modo ai medesimi suoni: per alcuni, i rumori di un bar (l’acciottolio delle stoviglie, le chiacchiere banali) o quelli provenienti dalla strada (motori, voci, lavori stradali) sono un sottofondo che aiuta a focalizzarsi, mentre per altri sono un fastidio intollerabile. Lo stesso vale per la musica: sembra che alcuni generi musicali favoriscano la concentrazione e altri la rendano difficoltosa, ma ci sono persone che quando devono concentrarsi non sopportano nessun tipo di musica e altre che trovano il loro focus anche con il death metal a palla.

Perciò si tratta di capire cosa favorisce la nostra concentrazione e cosa invece la impedisce, e predisporre di conseguenza i nostri spazi creativi. Magari siamo cresciuti nel mito degli scrittori che producono pagine su pagine al tavolino di un caffè, e quindi ci siamo accaniti per una vita a tentare di scrivere seduti sulle scomode sedie di plastica del baretto caotico sotto casa. Risultato: pagine stentate e schiena a pezzi. Forse sarebbe meglio abbandonare il mito, o le abitudini, e sperimentare qualcosa di nuovo – biblioteche, coworking, case di amici… O, addirittura, riorganizzare lo spazio domestico per installare una postazione di lavoro ergonomica, tecnologica e moderna.

Organizzare materiali e attrezzature

La seconda caratteristica fondamentale di uno spazio dedicato alla creatività riguarda i materiali e le attrezzature, che dovrebbero essere accessibili, a portata di mano, comodi da usare. Se ogni volta che devo usare la macchina da cucire devo smontare mezzo soppalco, il rischio è che la mia creatività sartoriale appassisca insieme agli avanzi di stoffa e ai fili a loro volta stipati dietro alla macchina. D’altro canto, se ho messo su un angolo per il cucito senza una presa di corrente vicina o un’illuminazione adeguata, la mia macchina da cucire sarà sempre lì in bella vista, ma usarla rimarrà ogni volta un’impresa titanica.

L’ideale sarebbe organizzare il nostro spazio creativo pensando in anticipo ai materiali e alle attrezzature che ci serviranno più di frequente: saranno questi a occupare una posizione centrale, mentre ciò che useremo più raramente potrà essere conservato in posti un po’ meno accessibili. L’accortezza, comunque, è di non sparpagliare materiali e attrezzature in anfratti diversi e lontani tra loro, in modo da non perdere tempo a cercare cose che magari si usano poco ma, quando servono, servono davvero.

L’atmosfera

Infine, uno spazio dedicato alla creatività dovrebbe aiutarci a entrare nell’atmosfera giusta, a catturare l’ispirazione, a raggiungere il flusso che sospinge e alimenta il nostro lato creativo. Qui si tratta di gusti, di sfumature e ovviamente della natura dell’attività creativa in questione. Le immagini giuste appese alle pareti, la fiamma di una candela, un cuscino comodo o una penna scorrevole… La ricetta universale non esiste, ma vale la pena di sperimentare e trovare quella che funziona per noi.

Decluttering creativo

Molte persone creative, pur amando in generale gli spazi liberi e uno stile minimalista, per quanto riguarda la loro creatività hanno una fortissima tendenza all’accumulo: l’avanzino di stoffa con cui forse un giorno fare una borsa, la tavola sghemba di compensato che potrebbe diventare un’originale bacheca, la prima stesura del romanzo mollato al primo capitolo ma con una scena che funzionava… Insomma, non buttano niente perché tutto, un giorno, potrebbe servire. Del resto, l’immaginazione è molto più veloce della nostra capacità di realizzare le cose, e in un avanzo inerte siamo capaci di vedere futuri oggetti favolosi.

Eppure, se accumuliamo materiali inutilizzati per anni, in realtà non facciamo altro che costellare il nostro cammino di ostacoli. Ovvero, di cerchi aperti che ingombrano non solo il nostro spazio fisico ma anche quello mentale, impedendo alle idee nuove di germogliare e farsi strada. I progetti incompiuti sono particolarmente infidi: spesso li conserviamo perché pensiamo che prima o poi li porteremo a termine, oppure che ci serviranno da ispirazione in futuro. Ma, se ci pensiamo bene, i progetti incompiuti servono solo a ricordarci che in passato abbiamo intrapreso qualcosa che non abbiamo portato a termine, ed è una sensazione abbastanza deprimente. Se proprio non ce la fate a buttarli e basta, il mio consiglio è digitalizzarli e conservarli in una sottocartella del computer (che comunque non aprirete mai più).

In ogni caso, un decluttering periodico del nostro spazio è fondamentale. Non abbiate paura di perdere qualcosa di prezioso e irrecuperabile – in fondo, la creatività implica sempre una certa fiducia nel futuro e nell’ignoto: buttate via quell’avanzo di stoffa o quella tavola sghemba, perché quando vi serviranno troverete sempre sia l’ispirazione, sia le materie prime con cui plasmare le vostre opere.

E voi? Quali sono le vostre attività creative e come avete organizzato gli spazi? Raccontate tutto nei commenti!

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