Organizzare il trasloco – Seconda parte

Organizzare il trasloco – Prima parte
31/01/2017
Elogio del tritadocumenti
15/02/2017

Eccoci al secondo e ultimo post dedicato al trasloco. Se vi è sfuggito il primo, lo trovate qui.

Il trasloco vero e proprio

Come abbiamo visto nel post precedente, il “progetto trasloco” comincia ben prima di cambiare materialmente casa. In questo post entreremo nel vivo e vedremo come organizzare il trasloco vero e proprio, dal momento in cui si comincia a smontare la vecchia casa a quando mobili e suppellettili sono stati sistemati in quella nuova.

Se avete seguito i consigli del post precedente, a questo punto vi sarete liberati di tutto il superfluo che si annidava nella vecchia casa, avrete deciso cosa porterete in quella nuova e come sistemerete il tutto, avrete fissato la data del trasloco. Inoltre, probabilmente avrete contattato una ditta di traslochi e/o una professional organizer e deciso se avvalervi del loro aiuto.

I passaggi successivi saranno più o meno impegnativi a seconda di tre variabili: quanti siete in famiglia, quanta roba vi seguirà nella nuova casa, e se avete optato per un trasloco fai da te o supportato da professionisti. I consigli che seguono tengono conto di queste variabili e, in ogni caso, dovrebbero mettervi al riparo da stress e ansie inutili.

1. Il kit di sopravvivenza

Questo è un punto importantissimo, da prendere in considerazione prima di iniziare l’imballaggio. Durante il trasloco vero e proprio, infatti, la maggior parte delle vostre cose sarà impacchettata e inaccessibile. È una fase che, nei casi più complessi, può durare anche diversi giorni, durante i quali avrete comunque bisogno di alcuni oggetti essenziali per la vita quotidiana: cambi di vestiario e di biancheria, prodotti per l’igiene personale, cellulare e caricabatterie, agenda e documenti vari (compreso il “progetto trasloco”).

Se avete figli, pensate agli oggetti che aiuteranno i più piccoli a sentirsi meno disorientati nella fase di transizione (qualche giocattolo, le lucine da notte a cui sono abituati…) e, per i più grandi, al materiale scolastico. Se poi durante il trasloco dovete lavorare, non dimenticate ciò che vi servirà.

Cominciate a fare subito una lista per questo kit di sopravvivenza, indicando anche le valigie e i borsoni per contenerlo. Poi, a seconda dei tempi dell’imballaggio e del trasporto, cominciate a prepararlo materialmente, avendo cura di tenerlo sempre sotto controllo.

2. L’imballaggio

Se per l’imballaggio avete deciso di affidarvi a dei traslocatori (che normalmente forniscono anche materiali e attrezzatura), cercate comunque di essere presenti, in modo da assicurarvi che sugli scatoloni siano segnate con chiarezza alcune informazioni fondamentali (la dicitura “fragile” dove serve e un’indicazione di massima del contenuto e/o la stanza di destinazione).

Se avete optato per l’imballaggio fai da te, ecco alcuni consigli per cavarsela alla grande, risparmiando anche tempo e denaro.

Materiali e attrezzatura:

  • Scatole di cartone Dato che non è facile capire a occhio quante ve ne serviranno, procuratevele un po’ per volta. Potete comprarle nei negozi specializzati, ma se volete risparmiare cercatele usate: dopo lo scarico merci di supermercati, librerie, negozi di abbigliamento ecc., tanti imballaggi in perfette condizioni finiscono nei cassonetti (se va bene). In questo caso, comunque, cercate di trovare scatoloni di formato simile (2 o 3 formati al massimo) perché sicuramente andranno impilati – ed è difficile mettere uno sull’altro scatoloni di formati diversi. Pensate anche al peso: il libri pesano molto e richiedono scatole piccole, le attrezzature da cucina pesano poco e spesso sono ingombranti, perciò è meglio imballarli in scatoloni grandi.

  • Vecchi giornaliPiù sono e meglio è: servono per avvolgere uno per uno piatti e bicchieri (almeno due strati!) e, appallottolati, per riempire i vuoti all’interno delle scatole ed evitare così che gli oggetti fragili si urtino.

  • Stracci e vecchi tappetini – Utilissimi per proteggere sia suppellettili non inscatolate sia, come i giornali, quelle che non aderiscono perfettamente agli scatoloni in cui vengono messe.

  • PluriballCerto, far scoppiare con le dita le bolle di plastica del pluriball è un’attività deliziosa, ma in realtà non c’è quasi nulla che non si possa proteggere con stracci e carta di giornali. Vedete voi.

  • Scotch da pacchiOvviamente serve a chiudere le scatole; più queste ultime sono pesanti e più conviene abbondare.

  • Tendinastro o cutterIl primo è molto comodo, ma dopo il trasloco non saprete che farvene; il secondo è un po’ meno comodo, ma è sempre molto meglio tagliare lo scotch con un cutter che con un coltello da cucina o con le chiavi della macchina.

  • Pellicola estensibileSomiglia alla pellicola trasparente da cucina ma è più bassa e più spessa. È utilissima per assicurare suppellettili non inscatolabili con cavi e/o parti mobili (come le lampade da tavolo con il braccio regolabile) o unire e nello stesso tempo proteggere più oggetti (quadri, apparecchiature elettroniche ecc.).

  • Pennarelli a punta grossa per tutte le superficiServono per scrivere sugli scatoloni (anche sullo scotch, come spesso capita).

Come imballare

  • Procedete stanza per stanza e per oggetti simili: in questo modo la casa rimarrà relativamente agibile fino all’ultimo momento, soprattutto se cominciate dagli ambienti e dalle tipologie di oggetti che non usate quotidianamente.

  • Non imballate valigie, zaini e borsoni, ma usateli per i vestiti e la biancheria.

  • Attenzione a cosa scrivete sugli scatoloni: la stanza di destinazione e la dicitura “FRAGILE” (dove serve) sono un must, ma forse è ancora più importante numerare via via ogni scatolone e, prima ancora di chiuderlo, annotare su un taccuino numero e contenuto dello scatolone stesso. In questo modo, sarà molto più facile sistemare le vostre cose nella casa nuova e, se per caso non potrete farlo subito, avrete comunque la situazione sempre sotto controllo.

3. Trasporto

Che vi siate rivolti a dei traslocatori professionisti o abbiate deciso di fare il trasporto da soli, fate in modo che nella nuova casa entrino per prima cosa i mobili e che siano subito messi dove avevate deciso. Una volta sistemati i mobili, iniziate a far entrare le scatole, mettendole, se possibile, direttamente nella stanza in cui andranno aperte per sistemarne il contenuto. In questa fase, cercate di sapere sempre dove si trova il kit di sopravvivenza e, se è fatto di più colli, teneteli tutti insieme (anche in macchina, se aiuta).

4. Svuotare gli scatoloni

Se tutti i passaggi precedenti sono filati lisci, i mobili avranno già trovato la loro sistemazione e aprire gli scatoloni, che già si troveranno nelle stanze in cui andranno aperti, potrà essere una faccenda lunga ma non problematica (soprattutto se li avrete numerati prendendo nota di cosa contengono). Il mio consiglio è aprire gli scatoloni e sistemare il loro contenuto (anche utilizzando le foto suggerite nel precedente post) prima possibile. Se sono tanti e non avete la possibilità di dedicare diversi giorni di fila a questo compito, pianificate il tempo che avete a disposizione e procedete una stanza alla volta, partendo ovviamente da quella che per voi è prioritaria: per alcuni potrebbe essere la cucina, per altri la camera da letto, l’importante è essere consapevoli delle proprie necessità e programmare lo svuotamento degli scatoloni di conseguenza.

Chiudere il “progetto trasloco”

Una volta terminata la sistemazione del contenuto degli scatoloni e chiuse le questioni in sospeso della vecchia casa (che avrete tenuto sotto controllo con la checklist proposta nel precedente post), il “progetto trasloco” si può considerare concluso.

Certo, è probabile che la nuova casa non sia ancora funzionante come vorreste, ma questa è un’altra storia – anzi, un altro progetto: il progetto “casa nuova”.

E, se il trasloco è andato come doveva – senza stressarvi e affaticarvi troppo, senza lasciare strascichi e questioni in sospeso – potete affrontarlo con la leggerezza e l’entusiasmo che meritano tutti i nuovi inizi. Buon divertimento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *