Organizzare le idee

Creatività e organizzazione personale
07/07/2017

Idee che vanno e vengono

Questa settimana vorrei continuare a esplorare il tema del mese, Creatività e organizzazione personale, proponendovi alcune dritte per gestire al meglio uno degli ingredienti fondamentali della creatività: le idee.

Parlando di idee, diciamo che “ci vengono” e, se a volte siamo così geniali da riuscire a farcele venire, spesso non sappiamo neppure di averle. Perché le idee, si sa, sono volatili e, così come vengono, se non le afferriamo al volo rischiano di sfuggirci per sempre. E, quando accade, è un vero peccato: le idee sono la materia prima della creatività, una materia preziosissima anche se, fortunatamente, per niente rara.

Anzi, uno dei problemi della vita creativa può essere proprio un’abbondanza di idee che fanno a pugni tra loro per catturare la nostra attenzione e le nostre energie. È quello che succede di solito quando l’attività creativa si trova nella fase che precede quella del progetto – una fase embrionale, in cui tutto ciò che sappiamo è che “vogliamo fare qualcosa”.

L’altro problema, di segno opposto, è quello di trovarci penosamente a corto di idee quando siamo nel bel mezzo di un progetto, magari a pochi passi dalla sua conclusione. Il motivo può essere banale e superabile, come un momento di stanchezza, ma anche più serio: il percorso fatto sin lì potrebbe averci portato in una strada senza uscita.

In entrambi i casi, organizzare o riorganizzare le idee può dare la spinta necessaria per permettere al nostro lato creativo di fare quello che deve: creare qualcosa che prima non c’era – la soluzione a un problema tecnico, il capitolo finale di un romanzo, una nuova variante delle melanzane alla parmigiana o quello che è.

Raccogliere le idee

Se la nostra parte creativa scalpita, sicuramente è perché un po’ di idee le abbiamo: per esempio, l’intuizione che nelle melanzane alla parmigiana potrebbe starci bene il pesce, o che la protagonista del nostro romanzo dovrebbe rischiare la vita per salvare la vita del fratello gemello che fino al giorno prima non sapeva di avere. Idee del genere vanno portate alla luce in modo da non rischiare di perderle; non giudichiamole subito, il momento per testarle e valutarle arriverà poi.

Per raccogliere le idee, trovo estremamente efficaci due semplici tecniche organizzative, entrambe ispirate al metodo Gtd di David Allen: le note estemporanee e il brain dump. Vediamo di che si tratta.

Le note estemporanee

Un ottimo metodo per non farci sfuggire le idee che ci arrivano all’improvviso è quello di scrivere tutto. Ovvero, annotare rapidamente intuizioni, ipotesi di lavoro e illuminazioni varie nel momento in cui arrivano, buttandole giù senza perderci troppo tempo.

Potete usare un taccuino cartaceo, schede da archivio, una app, quello che volete. L’importante è scegliere un solo supporto (o al massimo due, uno cartaceo e uno digitale), facile da usare e sempre a portata di mano.

Il brain dump

Brain dump è un’espressione inglese abbastanza difficile da tradurre. Brain significa “cervello” e dump compare nell’accezione informatica di “scaricamento di dati”. Come tecnica di organizzazione personale, potremmo definire il brain dump come “trasferimento di ciò che abbiamo in testa su un altro supporto”.

Ma, al di là delle difficoltà di traduzione, è una tecnica semplicissima che consiste nel prendersi un po’ di tempo (ne basta poco, anche una mezz’ora) e buttare giù la lista di tutte le idee che avete in mente. Per rimanere sull’esempio della variante della parmigiana, può essere l’elenco dei pesci che ci starebbero bene; o, per l’esempio romanzesco, la lista di tutti i modi avventurosi e rocamboleschi in cui la vostra eroina potrebbe rischiare la vita.

Generare le idee

A volte le idee che ci servirebbero sono paurosamente latitanti. La nostra eroina dovrebbe salvare il fratello gemello, ma al momento è detenuta in un carcere di massima sicurezza a causa di un terribile errore giudiziario. Ci siamo chiusi in un cul-de-sac e dobbiamo capire come uscirne. Abbiamo disperatamente bisogno di un’idea.

Lo dico subito: la ricetta magica, almeno secondo me, non esiste. Ma ci sono diversi strumenti che permettono di far saltare fuori parecchie idee, e tra queste può capitare anche quella giusta.

Il mio preferito, forse anche perché l’ho praticato di più sia in gruppo che individualmente, è il buon vecchio brainstorming. Si tratta di focalizzare il problema e proporre soluzioni a raffica, senza censure né critiche preventive; ovviamente, anche in questo caso bisogna tenere una traccia scritta. Il grande vantaggio del brainstorming, a mio avviso, è la libertà mentale di proporre anche le idee più bizzarre e improbabili, da cui a volte scaturiscono le soluzioni migliori. L’accortezza, per non finire fuori tema, è tenere sempre presente il problema di partenza – magari con una scritta che campeggia sul foglio o sulla lavagna su cui stiamo buttando giù le idee.

Un altro strumento utile per generare le idee è la mappa mentale: una rappresentazione grafica del pensiero ottenuta disegnando o scrivendo un concetto centrale su una pagina bianca e poi, come tante ramificazioni e sottoramificazioni di un albero, tutte le idee che è possibile associarvi. Confesso che le mappe mentali mi piacciono molto esteticamente, ma trovo che dare da subito una struttura definita al pensiero lo condizioni troppo. Immagino che sia una questione di carattere, perché per tante persone funzionano benissimo.

Lo schedario delle idee

Anche se il genio sembra avere molto a che fare con la velocità di esecuzione, nella realtà concreta può esserci uno scarto tra il momento in cui ci vengono le idee – o le raccogliamo, o le generiamo – e quello in cui possiamo realizzarle. Per questa ragione è importante non perderle e soprattutto conservarle in un luogo dal quale possiamo attingere facilmente quando ci servono.

Note estemporanee, liste del brain dump, appunti del brainstorming, mappe mentali: tutto ciò che abbiamo ottenuto dai processi di raccolta e generazione delle idee dovrebbe, in un momento successivo, essere vagliato accuratamente e trasferito in uno schedario delle idee.

Perché proprio uno schedario e non un semplice quaderno o un file apposito? Perché lo schedario – e le singole schede che lo costituiscono – ha il grande pregio di costringerci a considerare le idee nel modo migliore: una alla volta. Una scheda, un’idea. Se l’idea dello schedario cartaceo tradizionale non vi attira, nulla vi impedisce di usare una app come Evernote, creare un taccuino da adibire a schedario e scrivere una nota distinta per ogni idea: il principio è lo stesso.

Il vantaggio è un’immediata chiarezza: per tornare ancora all’esempio romanzesco, una serie di schede sui possibili modi per far uscire dal carcere la nostra eroina ci permetterà di esplorare con calma ciascuno di essi e scegliere quello che funziona meglio. E magari buttare, strada facendo, le schede relative a idee impraticabili come “teletrasporto” (sempre che il nostro sia un romanzo realistico, ovviamente).

Io ho diversi schedari delle idee: alcuni sono vaghi e lacunosi, perché riguardano progetti che si trovano ancora allo stadio embrionale, mentre altri sono decisamente più strutturati (per esempio quello di questo blog). Se le idee sono la materia prima della creatività, lo schedario delle idee è una sorta di magazzino che – se rimpinguato regolarmente – sarà sempre abbastanza pieno.

E voi? Come gestite le vostre idee creative? Avete altri sistemi da consigliare? Raccontate la vostra esperienza nei commenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *